Tutte le Indagini del Commissario de Vincenzi

Augusto De Angelis – Tutte le Indagini del Commissario De Vincenzi

Milano, negli anni Trenta, si afferma come modello di efficienza e modernità. Cresce e si organizza fino ad assumere un ruolo centrale nella vita economica e intellettuale del Paese. Ma sotto questa superficie restano opacità profonde: rivalità familiari, tensioni sociali, desideri frustrati, taciti compromessi. È in questo spazio intermedio, dove l’apparenza pubblica convive con una sfera privata spesso conflittuale, che Augusto De Angelis ambienta la maggior parte dei suoi romanzi e colloca la figura del commissario Carlo De Vincenzi.

Capo della Squadra Mobile di Milano, De Vincenzi è un investigatore lontano da ogni forma di esibizione. Non è un protagonista carismatico né un virtuoso della deduzione. La sua autorevolezza non nasce dall’ostentazione dell’autorità, ma da un metodo fondato sull’osservazione, sull’ascolto, sull’attesa. Parla poco, osserva molto, misura le parole e le reazioni di chi ha di fronte. Le sue indagini non procedono per colpi di scena, ma per progressivi chiarimenti, attraverso un avvicinamento lento e paziente alle persone coinvolte.

Colto, ma privo di ogni compiacimento, De Vincenzi possiede una conoscenza profonda della letteratura, dell’arte e della psicologia, che utilizza come strumento di comprensione, non come segno di distinzione. Il crimine, per lui, non nasce mai dal nulla: è il risultato di un intreccio di relazioni, ruoli sociali, pressioni economiche e fragilità individuali. Per questo le sue inchieste attraversano ambienti diversi – salotti borghesi, pianerottoli, uffici, pensioni anonime – restituendo una Milano governata da equilibri fragili, dove l’ambizione e il peso costante del giudizio sociale orientano i comportamenti.

Nei romanzi di De Angelis il male non è un evento eccezionale, ma una possibilità inscritta nella vita ordinaria. La soluzione ristabilisce un ordine giuridico, ma non cancella la complessità umana che lo ha messo in discussione. Il lettore non riceve una consolazione semplice, bensì una comprensione più ampia delle condizioni che rendono possibile un delitto.

Questa edizione digitale Nilalienum accorpa quattordici indagini del commissario De Vincenzi, permettendo di leggere la serie come un disegno unitario e coerente. Un percorso narrativo che unisce il rigore dell’indagine all’osservazione del costume e della società, e che fa del commissario di De Angelis una delle figure più originali e durature del poliziesco italiano.

La raccolta comprende: “Il banchiere assassinato”, “Sei donne e un libro”, “Giobbe Tuama & C.”, “La barchetta di cristallo”, “Il canotto insanguinato”, “Il candeliere a sette fiamme”, “L’albergo delle tre rose”, “Il do tragico”, “Il mistero della ‘Vergine’”, “La gondola della morte”, “L’impronta del gatto”, “Le sette picche doppiate”, “Il mistero di Cinecittà”, “Il mistero delle tre orchidee”.

ISBN – 9788897804222
formato: epub kindle
€ 4.99

Acquista

Categoria:

Descrizione

Nato a Roma il 28 giugno 1888, Augusto De Angelis si stabilì presto a Milano, che divenne il centro della sua attività professionale e della sua esperienza intellettuale.

Avviato inizialmente agli studi di Giurisprudenza, abbandona presto l’università per dedicarsi in modo stabile al giornalismo e all’attività letteraria. Dopo le prime esperienze come collaboratore e inviato per quotidiani nazionali, tra cui “La Stampa”, “La Gazzetta del Popolo”, “Il Resto del Carlino” e “L’Ambrosiano di Milano”, si affermò come autore e professionista della parola scritta. L’attività giornalistica lo condusse, già a partire dagli anni Dieci del Novecento, a occuparsi con continuità di cronaca, reportage, critica culturale e teatrale.

Parallelamente all’attività giornalistica, De Angelis coltivò l’interesse per la drammaturgia. Scrisse commedie e drammi teatrali che furono pubblicati in riviste specializzate dell’epoca e si cimentò anche nella traduzione di opere dal francese e nella stesura di biografie.

La sua prima opera narrativa fu “Robin agente segreto”, pubblicata nel 1930 e ispirata stilisticamente all'”Agente segreto” di Joseph Conrad. Sei anni dopo, nel 1935, comparve il suo primo romanzo poliziesco, “Il banchiere assassinato”, che segna l’esordio del personaggio destinato a renderlo noto al grande pubblico, il commissario Carlo De Vincenzi. Tra la metà degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta, De Angelis pubblicò una serie di romanzi gialli incentrati su questa figura, in cui la città di Milano, con la sua stratificazione sociale, costituisce il contesto di indagini che non si esauriscono nel mero meccanismo dell’enigma, ma si concentrano sui comportamenti umani e sui contesti psicologici e sociologici delle vicende narrate.

L’opera di De Angelis e il suo modo di intendere il romanzo poliziesco suscitarono grande interesse da parte dei lettori ma anche sospetti da parte del regime fascista, che vedeva con ostilità il genere considerato importato e potenzialmente critico delle apparenze dell’ordine costituito.

Nel 1943, a causa di alcuni articoli pubblicati sulle pagine della “Gazzetta del Popolo” in un periodo turbolento della storia italiana, De Angelis fu arrestato con l’accusa di antifascismo e detenuto per alcuni mesi nel carcere di Como.

Dopo essere stato liberato nel 1944, mentre si trovava a Bellagio sul lago di Como, fu vittima di un’aggressione violenta da parte di un attivista filofascista. Le percosse subite gli causarono ferite tali da portare alla sua morte il 18 luglio 1944, all’età di 56 anni.

Per decenni la sua produzione letteraria rimase in parte dimenticata o poco considerata dalla critica impegnata, ma a partire dagli anni Sessanta si avviò una progressiva riscoperta dell’opera di De Angelis. Questa rivalutazione fu in parte dovuta allo studioso Oreste Del Buono, che nel 1963 curò ristampe di alcuni romanzi e ne sottolineò il valore all’interno della narrativa poliziesca italiana.

A partire dagli anni Settanta la figura del commissario De Vincenzi divenne ancora più nota grazie a due serie televisive prodotte dalla Rai tra il 1974 e il 1977, intitolate “Il commissario De Vincenzi” e interpretate da Paolo Stoppa nel ruolo del protagonista, con sceneggiature ispirate all’opera originale.