L'Autore
Nato a Roma il 28 giugno 1888, Augusto De Angelis si stabilì presto a Milano, che divenne il centro della sua attività professionale e della sua esperienza intellettuale.
Avviato inizialmente agli studi di Giurisprudenza, abbandona presto l’università per dedicarsi in modo stabile al giornalismo e all’attività letteraria. Dopo le prime esperienze come collaboratore e inviato per quotidiani nazionali, tra cui “La Stampa”, “La Gazzetta del Popolo”, “Il Resto del Carlino” e “L’Ambrosiano di Milano”, si affermò come autore e professionista della parola scritta. L’attività giornalistica lo condusse, già a partire dagli anni Dieci del Novecento, a occuparsi con continuità di cronaca, reportage, critica culturale e teatrale.
Parallelamente all’attività giornalistica, De Angelis coltivò l’interesse per la drammaturgia. Scrisse commedie e drammi teatrali che furono pubblicati in riviste specializzate dell’epoca e si cimentò anche nella traduzione di opere dal francese e nella stesura di biografie.
La sua prima opera narrativa fu “Robin agente segreto”, pubblicata nel 1930 e ispirata stilisticamente all'”Agente segreto” di Joseph Conrad. Sei anni dopo, nel 1935, comparve il suo primo romanzo poliziesco, “Il banchiere assassinato”, che segna l’esordio del personaggio destinato a renderlo noto al grande pubblico, il commissario Carlo De Vincenzi. Tra la metà degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta, De Angelis pubblicò una serie di romanzi gialli incentrati su questa figura, in cui la città di Milano, con la sua stratificazione sociale, costituisce il contesto di indagini che non si esauriscono nel mero meccanismo dell’enigma, ma si concentrano sui comportamenti umani e sui contesti psicologici e sociologici delle vicende narrate.
L’opera di De Angelis e il suo modo di intendere il romanzo poliziesco suscitarono grande interesse da parte dei lettori ma anche sospetti da parte del regime fascista, che vedeva con ostilità il genere considerato importato e potenzialmente critico delle apparenze dell’ordine costituito.
Nel 1943, a causa di alcuni articoli pubblicati sulle pagine della “Gazzetta del Popolo” in un periodo turbolento della storia italiana, De Angelis fu arrestato con l’accusa di antifascismo e detenuto per alcuni mesi nel carcere di Como.
Dopo essere stato liberato nel 1944, mentre si trovava a Bellagio sul lago di Como, fu vittima di un’aggressione violenta da parte di un attivista filofascista. Le percosse subite gli causarono ferite tali da portare alla sua morte il 18 luglio 1944, all’età di 56 anni.
Per decenni la sua produzione letteraria rimase in parte dimenticata o poco considerata dalla critica impegnata, ma a partire dagli anni Sessanta si avviò una progressiva riscoperta dell’opera di De Angelis. Questa rivalutazione fu in parte dovuta allo studioso Oreste Del Buono, che nel 1963 curò ristampe di alcuni romanzi e ne sottolineò il valore all’interno della narrativa poliziesca italiana.
A partire dagli anni Settanta la figura del commissario De Vincenzi divenne ancora più nota grazie a due serie televisive prodotte dalla Rai tra il 1974 e il 1977, intitolate “Il commissario De Vincenzi” e interpretate da Paolo Stoppa nel ruolo del protagonista, con sceneggiature ispirate all’opera originale.


